A passeggio nella New York italiana

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Poche città al mondo hanno avuto nella storia un richiamo così forte sui nostri connazionali come New York. Chi visita la Grande Mela per la prima volta dovrebbe soffermarsi a riflettere su quanti italiani abbiano tentato, agli inizi del secolo scorso, di crearsi una nuova esistenza in questo angolo del nuovo continente.
Per questo è altamente consigliabile la visita di alcuni luoghi simbolo di quegli anni come Ellis Island, la Harlem italiana e Little Italy. Nella seconda metà del XIX secolo il nascente Regno d’Italia era flagellato da un’acuta crisi economica, che colpì in particolar modo le regioni del meridione. Il mito degli Stati Uniti, terra nuova, immensa e piena di opportunità, attrasse milioni di connazionali in fuga da una vita fatta di stenti e privazioni.

Dal 1882 fino al 1954 tutti i migranti in arrivo dalla vecchia Europa dovevano necessariamente passare per Ellis Island, isola che oggigiorno ospita il museo sull’immigrazione più importante degli Stati Uniti.

In seguito venivano sottoposti a una veloce visita medica, registrati, interrogati e, in alcuni casi, rispediti al porto di provenienza. Ellis Island è facilmente raggiungibile da Manhattan, la maggior parte dei traghetti che hanno come destinazione la Statua della Libertà passano da lì.
Passeggiare lungo l’ampio corridoio del museo posto al primo piano, con le foto sbiadite di quei volti tanto familiari, ci riporta indietro di un secolo e ci permette di vivere un’esperienza unica. È quasi un obbligo verificare la presenza del proprio cognome sui registri digitali messi a servizio del visitatore, un’esperienza che ci rende ancora più vicini a quelle storie e a quelle sofferte speranze, oramai lontane più di cent’anni.

Una volta messo piede sul suolo americano, molti italiani sceglievano di risiedere in uno dei tanti quartieri popolati esclusivamente da altri connazionali. Uno di questi è la celebre Little Italy, chiamata così perché nel 1910 il 90% dei residenti era originario del bel paese. Oggi giorno, in questo angolo di Manhattan, è più facile trovare un turista che parli italiano piuttosto che un residente.
Nonostante il quartiere sia stato quasi interamente inglobato da Chinatown, ogni settembre qui si riuniscono tutti i discendenti italiani sparsi nei quattro angoli della Grande Mela per festeggiare San Gennaro, festa originariamente celebrata dagli immigrati partenopei, e successivamente adottata come ricorrenza simbolo dell’italianità. In questa zona, in uno dei tanti ristorantini lungo la iconica Mulberry Street, è possibile assaggiare alcuni piatti tipici del meridione italiano. La pausa ideale dopo aver trascorso una densa attività turistica tra le famose attrazioni di New York.
Nonostante non goda della stessa popolarità di Little Italy, East Harlem fu per lungo tempo la più popolosa delle enclavi italiane sul territorio newyorkino. Se avete appena dato una lunga passeggiata a Central Park o avete appena visitato il Metropolitan Museum, approfittatene per scoprire una delle ultime vestigia della storia italiana sull’isola di Manhattan. Nella vicina chiesa della Nostra Signora del Monte Carmelo, si trovano intatte le strade dove giocavano, appena bambini, famosi italo-americani come Al Pacino e il sindaco Fiorello la Guardia.


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